Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con Mirco Ferrini, Re nell’IPO sammarinese di gennaio, non potevamo non interpellare il campione in carica: a primavera Alessandro Scermino sbaragliava la concorrenza di oltre 2.000 avversari, incassando 240.000€ nell’edizione disputata al casinò municipale di Sanremo.

Cresciuto pokeristicamente in Emilia, lo scafatissimo player calabrese era riuscito a trionfare anche in quel di Nova Gorica pochi mesi prima diventando di fatto il ‘Re Mida’ del poker italico in questo 2019. Due shot da urlo che lo hanno portato al 56° posto nella Italian All-Time Money list. E per quanto la run possa averlo abbracciato per tutto il tempo, la prima volta può essere un caso, ma alla seconda sorge il sospetto che Scerminator abbia capito qualcosa in più degli altri…

“La ‘gavetta’ e l’esperienza aiutano! Dopo aver fatto tanti tornei e tanti tavoli finali importanti, in questo 2019 tutto è andato per il verso giusto grazie anche a una maggiore consapevolezza e serenità nell’affrontare le fasi di gioco più delicate.  Nonostante le cifre in ballo ero sono sempre stato molto rilassato. Averne fatti tanti ti abitua a mantenere alta la tensione e a gestire lo stress. E ti aiuta soprattutto a capire chi invece potrebbero essere gli avversari da prendere di mira!”

Per quel che concerne la strategia da attuare in un torneo come l’IPO, Scermino sembra avere un approccio ben diverso da Ferrini, suffragando la teoria che ogni stile di gioco può avere la sua efficacia.

“Per me il Day1 è fondamentale. Non dico che il torneo si vinca lì, ma è decisivo partire con il piede giusto. La possibilità di avere anche il paracadute del re-entry deve essere sfruttata per essere aggressivi. Io sento la necessità di incrementare il mio stack per avere poi molta serenità nel foldare successivamente e selezionare accuratamente gli spot giusti con l’incedere del torneo, dal Day2 in avanti.”

Discostandosi ancora dal Ferrini-pensiero, Scermino ammette di avere necessità di prendersi qualche pausa cognitiva durante il torneo:

“Staccare un po’ è fisiologico. Non avendo più 20 anni non riesco a stare concentrato 10 ore al giorno! Arriverei distrutto a fine giornata e non avrei la giusta energia mentale per sedermi al tavolo il giorno dopo.  E’ per questo che molto spesso mi vedete con tablet e cuffie… Inoltre cerco di stare sempre leggero nei pasti e riposare il più possibile: certi tornei vanno affrontati più in forma possibile, sia mentalmente che fisicamente.”

Dopo aver shippato a destra e a manca, Scermino ammette di avere qualche timore in più nel riaffrontare questi tornei:

“Dopo queste vittorie mi giocano sempre tutti contro! Il gioco diventa più complesso e i bluff vanno dosati con raziocinio…”

Già, il primo pensiero di Alessandro è proprio il bluff:

“In questi anni la mia immagine mi ha aiutato a vincere tanti piatti che non mi sarebbero spettati. Ho sempre fatto uso del bluff sapientemente: non faccio distinzione del momento di un torneo per attuarlo. Se l’action e la texture me lo permettono posso spararne tre con 10 alta sia al Day1 che al final table!

A pochi giorni dal festival griffato PokerStars in programma nella Repubblica del Titano, Scermino non scioglie tutti i dubbi legati alla sua presenza:

“Al momento sono in vacanza a Tropea! Diciamo che la mia partecipazione è un coin flip… Ma prometto che proverò ad esserci soprattutto per difendere il titolo conquistato a Sanremo.”

 

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