“L’IPO è ormai il torneo più importante e rappresentativo d’Italia e in cui si ritrovano tutti i players live, online, i miei amici. Per me è sempre stato un ottimo evento ma stavolta lo dichiaro prima: faccio top tre! Mi sento troppo in run!”. Col suo cappellino da baseball girato al contrario (Matteo Berrettini, se avete pensato a lui, è arrivato assai in ritardo rispetto al nostro player), Diego Raimondi non può mancare all’edizione di San Marino di IPO888poker al via giovedì 15 luglio, domani, coi sat live e il 16 col Day1A che vede subito schierato il player milanese, 34enne, cresciuto proprio con questo format di poker live da Campione d’Italia in poi: “Penso di non averne saltato uno da quando gioco a poker e ho centrato anche tanti ottimi risultati come il terzo posto per quasi 100mila euro all’IPO21 (quello vinto da Fernando Colazzo su 2.299 entries, Ndr) il mio best live cash mentre all’IPO giocato a Sanremo ho un discreto rammarico visto che al final day, 29 left, ero top 3 nel count e ho perso almeno cinque 70/30 showdown e sono uscito malamente dal torneo proprio in 29esima posizione. Ma da quando non c’è più l’Ipt credo che IPO sia il torneo di riferimento del nostro Paese”. Per Diego anche un piazzamento in 23esima piazza all’IPO San Marino di luglio 2020, il primo dopo il primo lockdown da Covid-19 e prima di Sanremo ad aprile 2019, ci fu l’itm in 130esima piazza a gennaio 2018 e prima ancora la doppietta di cash all’IPO 20 per 1.700 euro a gennaio 2016 e a giugno dello stesso anno quel super podio da 96.800 euro in terza posizione. 

Perché IPO è così importante? “Perché è un ritrovo per tutti i players che conosciamo, sia live che online, ci saranno tutti i grinder tutti i giocatori più importanti – spiega Dieguito – e poi mantiene da anni invariata la sua ricetta che prevede 550 euro di buy in, ottimi garantiti in palio da 500, 1 milione di euro che crescono sempre, e poi i livelli di 60 minuti dal Day2 e di 75 minuti dal Day3 che per noi players sono tantissima roba”. 

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Anche tu hai atteso tantissimo per tornare a giocare live: com’è andata sotto pandemia? “Ho ripreso a giocare online ed è andata molto bene mentre molti colleghi so che hanno fatto diversi ‘bagni’ (hanno perso abbastanza soldi, Ndr). Se non avessi avuto l’opportunità di giocare da remoto non avrei fatto i soldi che ho vinto. Ho goodrunnato, lo ammetto, non ho mai vinto nessun torneo ma mi sono spesso piazzato in alcuni eventi molto importanti e ho ripetuto questi piazzamenti diverse volte. Il tutto con uno spending domenicale sui 1.500-1.800 dollari. Da quando hanno riaperto i club ho vinto il 30mila Gtd all’Imperium di Milano proprio due settimane fa e lo considero un riscaldamento perfetto per l’IPO”. 

Mi parlavi di discorsi no sense da parte di alcuni tuoi colleghi pokeristi? “Sì ma non voglio lanciare nessuna frecciata. Tuttavia ho letto tanti articoli e post sui social di alcuni player che dicevano cose piuttosto insensate sul poker oltre a brag altrettanto fuori luogo”, continua Raimondi. 

Il poker live come sta, secondo te? “Mi sta facendo tanto piacere vedere tanti ragazzi nuovi tra i 19 e i 20 anni che si sono avvicinati a questa disciplina e che sono anche molto preparati. Penso che il livello medio si sia alzato tantissimo, prima trovavi chi era lì per caso o il top reg, adesso invece trovi tantissimi players che conoscono il gioco continuano ad avvicinarsi. Vuol dire che il movimento può sostenersi e forse anche crescere”. Una bella notizia visto che col divieto di pubblicità del gioco è davvero dura reclutare nuovi account o profili live. 

E forse fare soldi live non è più così easy? “No, proprio perché il livello medio è cresciuto, come dicevamo. Prima si diceva che era più facile vincere dal vivo ma adesso non è così. Le move e le strategie sono sempre arrivate prima dall’online e poi applicate al live. E se prima trovavi spesso cbet fold da qualche signorotto, adesso ti flattano, ti floatano, con draw e non è più semplice. Possono spararti 3 barrel e servono comunque più soluzioni, dalle 3bet alle 4bet. E comunque concordo con la vostra analisi, il poker è sempre quello ma vive una continua evoluzione nel gioco e nelle strategie”. 

E che Raimondi è adesso? “Mi sento più maturo e sono cambiato moltissimo rispetto a quando giocavo  solo poker 3-4 anni fa. Mi passavano in mano tanti soldi e mi comportavo diversamente, adesso ho un altro livello di pensiero. Quando si è giovani si pensa a fare cazzate che fanno comunque parte della vita di tutti noi ma poi si cresce, si deve crescere. Ho un atteggiamento differente che mi aiuta a stare al tavolo e a giocare il mio poker con profitto”. 

Con chi sarai a IPO? “Ho sentito tanti reg live e online e dovrebbero esserci tutti. Io sarò con due amici di Milano, Francesco Berté che era con Eros Nastasi a Budva per un altro evento e Andrea Ciari che è meno esperto forse di Berté ma che ha comunque centrato un terzo posto al Wpt di Campione d’Italia”. 

A proposito, hai sentito del casinò di Campione? “Sì e speriamo riapra davvero presto – conclude Raimondi – dalle dichiarazione fatte da sindaco e amministratore unico (Federico Canensi e Marco Ambrosini, Ndr) pare che vogliano mettere il poker al centro e fanno benissimo visto tutto quello che ha portato negli anni. Ovviamente non avremo subito i tornei cui eravamo abituati ma spero che per il 2022 si possa iniziare a schedulare un primo evento”. 

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