“Sarò con te, e tu non devi mollare, abbiamo un sogno nel cuore, vogliamo Dario Campione”.

Il coro della curva azzurra nella Brazilia Room del Rio ha riecheggiato per lo Stivale intero. Nelle orecchie di tutti gli appassionati di poker che questa notte si sono collegati per seguire e incitare Dario Sammartino in quella che è forse già la più grande impresa di sempre di un giocatore italiano alle World Series of Poker.

Vero, vantiamo già 8 braccialetti, ma il Main Event è il Main Event. E questa, per chi se lo fosse dimenticato, non è esattamente un edizione qualunque, ma il 50° anniversario della nascita del glorioso festival. Nonché secondo Main più affollato della storia.

Dario è a 3 LEFT, ad un passo, ad un soffio, dalla LEGGENDA. Migliorato il 4° posto di Candio nel 2010. 4.000.000$ assicurati e 33 big blind per provare a compiere l’impensabile.

La svolta alla terza mano

Il nostro alfiere ripartiva nettamente short stack a 5 left. 14bb. Nemmeno il tempo di calarsi nell’atmosfera che ci giochiamo subito il colpo che può riaprire tutto: Ensan apre da small con 10-10, Dario va all-in con A-J. Un cooler in cui siamo costretti a giocarcele tutte. E felici di vedere T-T dopo lo snap del tedesco.

I cuori azzurri si stringono. J faccetta. Seguito da una Q e un 3. Altro J (ininfluente al turn) e 7 al river. E’ double-up. E’ vita.

Dario torna a veleggiare sopra quota 30bb e fa valere tutta la sua esperienza, selezionando al meglio ogni singolo spot. Niente inventiva ma solo enorme solidità.

Nonostante il colpo perso con il nostro portacolori, Ensan è il vero mattatore del tavolo. Braccio – talvolta anche troppo – ma con un vantaggio di chips del genere, un colpo perso è seguito da tre colpi vinti. A tener testa c’è anche Alex Livingston, probabilmente MVP di serata non solo per aver triplicato il suo stack, ma anche per un gioco aggressivo e spumeggiante.

Come prevedibile, a pagarne dazio sono dunque Kevin Maash, davvero mai in partita, e Garry Gates che dilapida la bellezza di 177.000.000 in chips e chiude sciaguratamente al quarto posto.

Maash si accorcia fino a 15bb per poi andare all-in sull’open di Ensan da cutoff. Call del tedesco che gira 9-9. Maash ha A-10 di cuori. Il board J53 J4 lo elimina. E’ 5° per 2.200.000$. Considerando che si trattava del suo esordio al Main e che il career earnings era di 61.000$, non malissimo…

A far calare il sipario su questo Day9 arriva alle 07.45 del mattino (ora italiana) l’eliminazione di Garry Gates, che openshova da small blind 16bb con 6-6, ma trova Livingston che lo fulmina con Q-Q. Board 527 10 10 e Gates si dirige ad abbracciare amici e parenti: per lui un assegno da 3.000.000$.

Il call con Q high

In una serata, come detto, inaspettatamente di gestione, Sammartino è riuscito comunque a sfoderare qualche chicca. Tra queste la blind war vs Gates proprio nella mano prima che l’americano venisse eliminato. Limp di Sammartino con Q-3 suited a 2.000.000, check per Gates. Flop J106. Check Check. Turn J. Ancora check to check. River 7. Checka Dario che chiama la bet 2.000.000 al river del suo avversario. Dario vince alla vista del 9-2 off di Gates.

Tra gli altri spot che hanno permesso al nostro di salire, ci sono due top pair checkate back al flop dalle quali siamo riusciti a estrarre valore turn e un nice bluff in bvb con la 2barrell che va a segno quando al flop eravamo all’1% scarso…

Gli stack e il programma

Hossein Ensan conduce il gioco con 326.800.000 chips. Alex Livingston ne ha 120.400.000, Sammartino è fanalino di coda a 67.600.000.

Si riprenderà dal blinds 1.000.000/2.000.000, big blind ante 2.000.000.

L’appuntamento alle 19:00 di Las Vegas, le 03:00 italiane, con lo streaming disponibile su ESPN e Poker Go dalle 04.00.

ABBIAMO UN SOGNO NEL CUORE.

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